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EDITORIALE

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Ripartire da una Tradizione ed Andare Avanti
Valerio Bernardi


Sono oramai diversi anni che un gruppo tra di noi discute della possibilità di far rivivere una Rivista curata da membri delle Chiese Cristiane in Italia. Dopo tanto tempo ed anche varie opzioni che abbiamo vagliato, partiamo ad inizio del 2007, quasi 18 anni dopo la sua chiusura, con una nuova edizione dell’Appello Cristiano.

Abbiamo deciso di mantenere il nome, come una sorta di marchio perché le nostre comunità sono affezionate ad esso ed abbiamo anche deciso di tenere una tradizione fortemente presente nelle chiese del movimento fondato da Stone e Campbell: quello di creare opinione e di diffondere idee per il tramite di un periodico.

Accanto a queste caratteristiche, tipiche della nostra tradizione, ne vogliamo mantenere altre: una fedeltà al principio del richiamo alla Bibbia come nostra unica fonte di autorità, vista da noi come la Parola che proviene da Dio e che può salvare l’uomo perduto, un richiamo al voler essere prima di tutto cristiani, credenti convinti dell’opera salvifica di Gesù, un afflato che tutti quanti noi abbiamo per l’unità della Chiesa, non visibile nelle molteplici divisioni che il cristianesimo mostra oggi ma che a Dio rimane sempre presente. Proprio per questo, come ha già affermato Giuseppe, il nostro giornale sarà fatto di articoli che parleranno soprattutto del messaggio cristiano, ma che si confronteranno anche con il mondo presente, punto imprescindibile per un’opera che vuole essere di evangelizzazione e di diffusione del Suo Messaggio.

Proprio per questi motivi, accanto alla tradizione, che riteniamo genuina e a cui vogliamo rimanere fedeli, abbiamo apportato delle innovazioni. Come potrete vedere e come annunceremo a tutti, l’Appello non è più una rivista cartacea, ma totalmente elettronica: sarà pubblicata in un sito e potrà essere scaricata da internet e diffusa da tutti voi. Questa scelta è dipesa da diversi fattori, non ultimo quello economico che aveva in parte portato alla chiusura del giornale nel lontano 1989; accanto a questo, però, oggi riteniamo la diffusione in rete un potente mezzo che ci permette di travalicare i confini delle nostre comunità e che dà a questo giornale la possibilità di divenire una sorta di forum aperto con i suoi lettori, cui il sottoscritto e gli altri responsabili saranno sempre disposti a rispondere.

Un’altra novità riguarda l’impianto della Rivista: non si tratta più di un giornale di notizie dalle comunità. Proprio perché oggi viviamo nell’epoca della rivoluzione multimediale, ci rendiamo conto che sarebbe per noi difficile assolvere a questo compito; rischieremmo di diventare “inattuali”, in quanto le notizie viaggerebbero più velocemente di quanto sarebbe la nostra capacità di editarle e diffonderle. Per questo motivo il nostro giornale sarà soprattutto di studi e riflessioni.

Con il termine riflessioni arriviamo alla terza novità. Il giornale sarà composto di riflessioni e studi biblici nel senso stretto del termine, ma vuole anche aprirsi al mondo, ritenendo che il cristianesimo sia un’esperienza totalizzante per l’uomo che deve confrontarsi con ciò che lo circonda: l’articolo su Flavio Briatore, presente in questo numero, è un esempio di quello che vogliamo fare; il mio articolo sul discorso del Papa a Ratisbona ne è un altro, dove si dimostra che cristianesimo, teologia ed attualità interagiscono costantemente tra di loro. Riteniamo questa scelta utile perché solo aprendoci al mondo ed “assorbendolo” con la Scrittura possiamo dare anche testimonianza ad esso. L’articolo di Andrea Gentile e della trasformazione del mondo voluta da Cristo ci porta anche verso la riflessione personale.

La quarta novità apparirà in maniera marginale in questo numero, ma sarà presente nei prossimi: 
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Alexandre Campbell

questo giornale è curato e pubblicato da membri della Chiesa di Cristo, che ancora si riconoscono nell’ideale del movimento che, agli inizi del XIX secolo, fu fondato da Campbell e Stone e che mirava a ripristinare un cristianesimo puro e scevro da tradizioni storiche. Il nostro scopo sarà di contestualizzare questo nostro credo, pubblicando
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Bart W. Stone

notizie su studi ed eventi che avvengono negli Stati Uniti e dedicando spazio a recensioni di saggi editi all’interno del movimento: per questo motivo è presente in questo numero una recensione della Encyclopedia of the Stone-Campbell Movement, di cui una versione più breve era apparsa nella rivista “Studi di Teologia” e dedicheremo parte del prossimo numero a materiali che sono stati pubblicati per la World Convention delle Chiese di Cristo che avverrà nel 2008 a Nashville negli USA.

La citazione di “Studi di Teologia”, una delle riviste del mondo evangelico italiano, ci porta ad quinta considerazione. Proprio perché il nostro movimento si è dedicato all’unità dei cristiani, riteniamo di poter ospitare persone del mondo cristiano esterne al nostro movimento che possano scrivere per noi riflessioni o altro, prendendole soprattutto dal mondo evangelico italiano che nasconde ricchezze di talvolta non abbiamo tenuto conto per la nostra chiusura. Tutto questo sarà possibile anche perché riteniamo che ognuno di noi, in quanto credente capace del libero esame delle Sacre Scritture, sia in grado di valutare cosa viene scritto e sia in grado di capire che ogni firma di questo giornale, in quanto credente adulto, è responsabile di quanto scrive. Pur non essendo presenti in questo numero contributi esterni a quelli di collaboratori provenienti dal movimento, quanto scrive Davide Maglie ci apre ad un universo che vogliamo sempre meglio conoscere, sia a livello italiano che internazionale.

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Guy Mayfield

Chiudendo questo editoriale voglio ancora ricordare due questioni importanti. Per prima cosa, mi associo al richiamo di Giuseppe di “appellarmi” a tutti i credenti di buona volontà nel partecipare a quest’opera che inizia non senza difficoltà, ma che noi vogliamo continuare con l’aiuto del Nostro Signore e del Nostro Salvatore; coloro che vogliono possono partecipare al forum dei lettori che si aprirà sul sito ed inviare alla redazione le loro proposte che saranno vagliate per l’eventuale pubblicazione in maniera tale che il numero
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Vito Gentile

dei collaboratori possa essere ampliato. Per ultimo, ma non perché meno importante, voglio ricordare due fratelli che non sono più con noi da qualche anno, ma che avevano contribuito con la loro opera alla nascita della vecchia testata: Vito Gentile e Guy Mayfield. Senza la tenacia del primo l’Appello Cristiano non avrebbe continuato ad esistere per tanti anni. Senza l’idea del secondo non sarebbe mai stato fondato e forse nessuno di coloro che scrive oggi sarebbe qui a farlo.

Buona lettura.


L'Appello Cristiano

Autorizzazione del Tribunale Civile di Velletri n° 18   del 17/07/2006
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